Postazione di lavoro a norma per lo smart working: come allestirla dopo la Legge 34/2026
Dopo la Legge 34/2026, la sicurezza del lavoro agile è entrata nel Testo Unico: la postazione del dipendente in smart working deve essere adeguata, a casa come in ufficio. Ma tradurre l'obbligo in pratica significa una cosa concreta — allestire postazioni vere. Servono un piano di lavoro stabile, una seduta ergonomica regolabile, uno schermo posizionato bene, una buona illuminazione. Questo articolo non rispiega la norma (lo fa un altro nostro articolo): spiega come dotare le persone di postazioni a norma, anche quando sono molte e condivise.
Cos'è una postazione a norma per lo smart working
Una postazione a norma per lo smart working è una postazione di lavoro che rispetta gli stessi criteri ergonomici richiesti in ufficio, anche quando si trova nell'abitazione del dipendente o in un altro luogo scelto per lavorare da remoto. Il principio è semplice: la tutela della salute non si ferma ai cancelli dell'azienda, e il "lavoro da casa" non può voler dire postazione improvvisata.
Su questo è intervenuta la normativa: la Legge 34/2026 ha portato lo smart working dentro il D.Lgs 81/08, con nuovi obblighi per le aziende. Qui non ripetiamo cosa prevede la legge — lo trovi nell'articolo dedicato — ma ci concentriamo sull'aspetto concreto: come si allestisce davvero una postazione adeguata. Per gli adempimenti formali resta sempre opportuno il confronto con il proprio RSPP o consulente del lavoro.
I sei elementi per allestirla bene
Una postazione adeguata, dentro o fuori l'ufficio, si compone di alcuni elementi precisi. Sono gli stessi che fanno la differenza tra lavorare bene per ore e accumulare tensioni e affaticamento.
- Piano di lavoro
Stabile, di superficie sufficiente e a un'altezza adeguata, con spazio per le gambe e per disporre schermo, tastiera e mouse. Il tavolo della cucina o il divano non sono postazioni: non consentono una postura corretta. - Seduta ergonomica
È l'elemento più importante. Una sedia regolabile in altezza, con supporto lombare, schienale e braccioli adeguati, permette di mantenere una postura corretta a lungo e previene i disturbi a schiena, collo e spalle. - Schermo e suo supporto
Lo schermo va posizionato all'altezza degli occhi e alla giusta distanza, per non costringere il collo a posizioni innaturali. Per chi lavora sul portatile, un monitor esterno o un supporto cambiano radicalmente la postura. - Illuminazione
Una luce sufficiente e priva di riflessi sullo schermo riduce l'affaticamento visivo. La postazione andrebbe collocata sfruttando bene la luce naturale, senza averla di fronte o alle spalle dello schermo. - Organizzazione e cablaggio
Ordine dei cavi, spazio per i documenti, accessori dove servono: una postazione ordinata è anche più sicura e più comoda da usare ogni giorno. - Spazio e postura
Serve abbastanza spazio per muoversi e alternare la posizione. La postazione non è solo il mobile, ma anche l'area intorno che permette di lavorare comodi.
Tradurre questi criteri in arredi reali è il punto: partire da buone sedute per ufficio e da scrivanie e tavoli per ufficio adeguati è il modo più diretto per allestire una postazione a norma.
I rischi della postazione improvvisata
La postazione improvvisata è il rischio più comune del lavoro da remoto. Lavorare dal divano, dal letto o da un tavolo troppo basso, con il solo portatile, porta a posture scorrette che sul medio periodo si traducono in disturbi muscolo-scheletrici e affaticamento visivo. È un costo che ricade sulla persona, ma anche sull'azienda, in termini di benessere e produttività.
Con il lavoro ibrido il tema riguarda anche l'ufficio. Dove si è adottato il desk sharing e l'hot desk, ogni scrivania è usata da persone diverse e deve essere essa stessa una postazione adeguata: una postazione condivisa scomoda trasferisce in sede gli stessi rischi che si vogliono evitare a casa.
Dotare le persone di postazioni adeguate non è solo buona pratica: dal 7 aprile 2026 rientra negli obblighi di sicurezza. La Legge 34/2026 prevede un'informativa scritta sui rischi della postazione e ha introdotto sanzioni per la sua omissione. L'allestimento concreto delle postazioni è la parte pratica che dà sostanza a quanto dichiarato nell'informativa: i dettagli normativi sono nell'articolo dedicato, gli adempimenti vanno impostati con il proprio RSPP.
Come allestire le postazioni, passo per passo
Dotare i collaboratori di postazioni a norma è un percorso gestibile, soprattutto se affrontato con metodo. Quattro fasi.
1. Valutazione delle esigenze
Capire quante persone lavorano in smart working, con quale frequenza e con quali necessità. È la base per decidere cosa fornire e in che misura.
2. Dotazione per il lavoro da casa
Definire il "kit" della postazione domestica: seduta ergonomica, eventuale scrivania, monitor o supporto. Anche una dotazione essenziale ma corretta cambia radicalmente la qualità del lavoro da remoto.
3. Postazioni condivise in sede
Allestire le postazioni di hot desking in ufficio come vere postazioni VDT: piano adeguato, seduta regolabile, ordine. È il modo più diretto per arredare l'ufficio in modo ergonomico anche negli spazi condivisi.
4. Dotare molti senza immobilizzare capitale
Quando le persone da attrezzare sono molte, la locazione operativa permette di distribuire la spesa nel tempo. È una via per adeguarsi in modo sostenibile, senza un investimento concentrato in un'unica soluzione.
Cosa può fare il dipendente e dove serve l'azienda
Una postazione a norma è una responsabilità condivisa: la persona può curare alcuni aspetti, ma la dotazione e i criteri spettano all'azienda.
Cosa può curare il dipendente:
- Collocare bene la postazione rispetto alla luce naturale.
- Mantenere ordine e tenere libero lo spazio di lavoro.
- Segnalare all'azienda eventuali criticità della propria postazione.
Dove interviene l'azienda:
- Fornire arredi adeguati — seduta ergonomica, piano di lavoro, supporti.
- Definire i criteri della postazione a norma e l'informativa sui rischi.
- Allestire correttamente le postazioni condivise in sede.
- Gestire la dotazione su larga scala, anche con formule come la locazione operativa.
Sei errori comuni nell'allestire una postazione
- Pensare che basti un portatile. Senza seduta e schermo adeguati, la postazione resta inadeguata.
- Sottovalutare la seduta. È l'elemento che incide di più sul benessere di chi lavora molte ore.
- Lasciare lo schermo troppo basso. Il portatile, senza supporto o monitor, costringe il collo a posizioni scorrette.
- Ignorare l'illuminazione. Riflessi e luce insufficiente affaticano la vista più di quanto si pensi.
- Trattare le postazioni condivise come tavoli qualsiasi. In hot desking ogni scrivania deve essere a norma.
- Affrontare la dotazione senza un piano. Per attrezzare molte persone serve un metodo, anche sul fronte della spesa. La scelta delle sedie da lavoro ergonomiche è un buon punto di partenza.
Devi mettere a norma le postazioni dei tuoi collaboratori, in sede e in smart working? Partiamo da un sopralluogo gratuito e senza impegno: valutiamo le postazioni e ti proponiamo arredi adeguati, anche con la formula della locazione operativa.

